Presentato a Molfetta un articolato programma di prevenzione e promozione della salute per i lavoratori della pesca marittima.

25/01/2023


Presentato  a Molfetta  un articolato programma di prevenzione e promozione della salute per  i lavoratori della pesca marittima.

Sabato 14 gennaio, nell’Aula Magna dell’IISS “Amerigo Vespucci” di Molfetta è stato  presentato un significativo programma di prevenzione e protezione della salute dei pescatori.

Il programma, coordinato da SPESAL Area Nord, Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro,  con  la partecipazione di LILT Bari, Lega italiana per la lotta contro i tumori,  di Federpesca Puglia e Assopesca Molfetta, vuole porre l’attenzione su  due significative problematiche di salute dei lavoratori della pesca: le patologie osteoarticolari e i tumori cutanei.

Nel primo ambito di intervento si valuteranno le patologie muscolo-scheletriche  che continuano ad essere il principale problema della salute dei lavoratori in Europa ( per il nostro settore caratterizzato da un progressivo invecchiamento della forza lavoro costituiscono un vero problema di sostenibilità del lavoro).

Il progetto prevede  l’utilizzo di un questionario mirato ai disturbi osteoarticolari che sarà somministrato, in fase di visita medica occupazionale,  dai medici competenti. Questo questionario è il Latin Questionnaire della società EPM, che permette una migliore raccolta di informazioni sullo stato di salute dei lavoratori in merito a possibili problemi a livello di spalle, braccia e gambe, distretti spesso sovraccaricati durante le attività di pesca. In questo modo si potrà avere un quadro più preciso delle problematiche più frequenti che insorgono nei lavoratori della pesca, per poter successivamente indirizzare le persone più sintomatiche a valutazioni più approfondite e quindi adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione.

 

Il secondo ambito di intervento verte invece su una problematica spesso sottostimata dai lavoratori o comunque non adeguatamente valutata dai datori di lavoro nel settore della pesca; l’attenzione infatti si focalizzerà sulla prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori della pelle.

Si valuteranno  le conseguenze negative dell’esposizione continuativa della pelle a fattori nocivi quali: raggi solari, basse temperature e acqua. (Il sole che è certamente un prezioso alleato per la salute, può diventare un nemico se non ci si protegge adeguatamente). Nel lavoro questo rischio rimane sottostimato o comunque non è attentamente valutato ma il danno attinico sulla pelle,  legato all’esposizione ai raggi ultravioletti presenti nella luce solare, si accumula in anni di esposizione solare e può favorire l’insorgenza di tumori cutanei. Si tratta quindi di un rischio significativo per lavoratori che operano sempre all’aperto, come quelli della pesca. Sensibilizzare le marinerie verso queste problematiche significa mettere in moto processi virtuosi che, con un’adeguata prevenzione, con l’utilizzo di adeguate protezioni solari e con diagnosi precoci, possono interrompere in tempo la catena che porta al cancro della pelle.

In questo contesto significativo di prevenzione si inserisce la collaborazione con la LILT di Bari che offrirà il suo supporto sia in ambito di formazione dei lavoratori, per sensibilizzarli adeguatamente a questi fattori di rischio, che in percorsi di valutazione dello stato di salute dei lavoratori stessi. La LILT sezione di Bari, infatti, metterà a disposizione i suoi specialisti che visiteranno, gratuitamente, i pescatori negli ambulatori di Bari per permettere una diagnosi precoce di lesioni cutanee e un adeguato indirizzo a successive valutazioni in caso di riscontro di lesione in atto.

Andranno altresì valutati, nel contesto delle programmate visite specialistiche, i danni dovuti all’esposizione continuativa alle basse temperature e al contatto con l’acqua che possono provocare ulteriori problematiche cutanee, quali ad esempio l’acrocianosi e lesioni connesse, che sebbene non abbiano evoluzione tumorale, spesso sono fortemente invalidanti per chi ne soffre e condizionare negativamente i processi lavorativi.